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OPEN DAY DI COMPAGNIA DEL CIOCCOLATO
A CAMURANO (AN) IL 1° DI OTTOBRE - 01/10/2017
L'incontro annuale tra Compagnia i suoi soci, i degustatori e gli amanti del cioccolato. PRENOTATEVI PER TEMPO!!!

 

Una giornata con Fermento Cacao
Un interessante momento didattico a Piacenza - 31/07/2017
Roberto Caraceni, vice presidente  di Compagnia, ci racconta una bella giornata con Fermento Cacao

 
CHOCOTOGO

ALLA SCOPERTA DEL CACAO DELL’AFRICA DELL’OVEST
reportage di Marcello Faggella

 

Ci sono essenzialmente 3 motivi che possono spingere una persona a visitare il Togo con le  sue selvagge coste lambite dalle potenti onde dell’oceano Atlantico.

 

Può essere la curiosità per la religione vudù con i suoi riti a volte cruenti, le sue celebrazioni che affondano le radici in epoche remote e l’affascinante mercato di Vogan, il mercato di feticci vudù più grande di tutta l’Africa.

 

Può essere la voglia di conoscere la storia dei Tamberma un’etnia originaria del Burkina Faso insediatasi sul territorio del Togo settentrionale intorno al XV secolo con le sue caratteristiche tate, antichi fortini fatti di fango e paglia sormontati da torrette e protetti, all’ingresso, da rappresentazioni degli antenati.

 

Oppure può essere la passione per il cacao, questo alimento antico e misterioso quanto il vudù, intorno al quale si sviluppano storie fin dai tempi di Montezuma producendo la sfortuna o la fortuna di chi sa usare, più o meno sapientemente, questo prezioso tesoro.

 

In realtà sono stati tutti e tre questi motivi a spingermi ad affrontare il mio ultimo viaggio nel Togo e nel confinante Benin e sono rimasto affascinato da qualcosa che va oltre la mera scoperta e degustazione del cioccolato prodotto con le fave del Plateaux togolese.

 

Ho conosciuto giovanissimi ragazzi e ragazze africane che hanno fondato nel 2012 una cooperativa di produzione di cioccolato artigianale e, grazie ad un periodo di formazione in Italia, oggi realizzano tavolette di cioccolato fatte interamente con cacao e zucchero integrale di canna a km 0.

CHOCO TOGO nasce dall’impegno di alcuni giovani che grazie al progetto FYSIC (Fair Young Sustainable Inclusive and Cooperative), un progetto finanziato dall’Unione Europea, oggi lavorano con l’obiettivo di produrre cioccolato per il mercato togolese. La stragrande maggioranza di chi coltiva e raccoglie il cacao non ha mai assaggiato il cioccolato perché non ne conosce il procedimento e non possiede le attrezzature necessarie ma CHOCO TOGO è la dimostrazione che con minimi investimenti è possibile dare un concreto  stimolo allo spirito d’impresa locale costruendo una prospettiva di miglioramento delle condizioni di vita dei residenti e con ricadute lunghe nel tempo.

 

La sede della cooperativa è a Kpalimè nella stessa zona di produzione del cacao, vengono prodotte tra le 20 e le 22 tonnellate di cacao l’anno, amelonado che deriva dal caco Monka brasiliano, che viene raccolto a mano e poi fatto fermentare ed essiccare in loco. Il prodotto, confezionato in tavolette da 80 g, viene venduto nella versione classica con il 70% di cacao e zucchero integrale di canna o nelle varianti che contengono arachidi, zenzero, cocco o riso soffiato, non è concato né temperato e la sua particolare consistenza garantisce una conservazione anche ad elevate temperature ambientali.

Nathalie, la responsabile qualità di CHOCO TOGO mi mostra dove vengono confezionate le tavolette e le rigide procedure igienico sanitarie che loro adottano.

 

CHOCO TOGO è stato presentato all’ultimo Salon du Chocolat di Milano che si è tenuto dal 9 al 12 febbraio dove i numerosissimi partecipanti hanno potuto ascoltare la storia di questo cioccolato  dalla diretta voce dei togolesi che hanno dato vita a questo splendido progetto imprenditoriale. 

 

La cooperativa non è dotata attualmente di  impianti di trasformazione a sfere o anche di un più semplice molino a lame per cui le fave non possono ancora esprimere buona parte del loro potenziale aromatico, ciononostante quando assaggerete una loro tavoletta sentirete tutta la passione che questi figli di mamma Africa infondono in questo splendido progetto di sviluppo sostenibile.