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Evento sensoriale Venchi a Milano
Il 5 ottobre al negozio in Piazza Gae Aulenti - 06/10/2017
La nostra degustatrice Giulia Moscatelli ci racconta con entusiasmo l'evento milanese

 
Evento sensoriale Venchi a Milano
Evento sensoriale Venchi a Milano
Il 5 ottobre al negozio in Piazza Gae Aulenti

Venchi ha aperto le porte ad un pubblico appassionato. GB Mantelli, la mente creativa dell'azienda, ha intrattenuto fiumi di persone introducendole ad un percorso sensoriale che li ipnotizzava. Era stupendo sentire la loro continua curiosità che non badava al resto.

Già, perché un grande cioccolato è in grado di far dimenticare tutto ciò che ci circonda. Ciò che è ancor più strepitoso è che il cacao diventa un lusso accessibile, un lusso completamente diverso da quella brama di mostrare denaro facendo spese sfrenate, comprando oggetti spropositati, irraggiungibili per molti.

No un grande cioccolato -di qualità-è un lusso che stravolge quest'idea radicata nei secoli. Si tratta di un lusso interiore che si vive per se stessi, per riempire quella profonda richiesta di piacere che solo il buon cioccolato può soddisfare. É un lusso per l'anima: qui sta la grande rivoluzione che sta portando con sé questo fantastico frutto/seme grazie al profondo e attento studio degli esperti che riescono ad estrapolare la magia di un alimento.

Venchi è una realtà come ne esistono davvero poche, soprattutto quando si parla di prodotti alimentari. L'etica, la qualità e la sostenibilità sono sempre state principi concreti e imprescindibili.

Pensate che già nel 1934, essendoci nell'azienda quasi esclusivamente donne, Riccardo Gualino oltre ad aver costruito un maestoso stabilimento in corso Francia 325, aveva ideato anche un servizio interno di assistenza infantile ai figli delle operaie. Questo la dice lunga, molto.

 Oltre ad essere il primo grande esempio di industria dolciaria almeno in Piemonte, la sua forza è stata il sapersi rinnovare verso una sfida continua che ha sempre avuto i paraocchi sulla qualità più pura di tutti gli ingredienti. Tutti, perché non basta un ottimo cacao per creare un cremino irresistibile, né sono sufficienti le famose e strepitose nocciole Trilobate IGP.

Proprio ieri ho avuto modo di provarlo concretamente. Ed è successa una cosa a dir poco strabiliante…

 Ho provato prima il giandujotto latte con ricetta storica , poi il nuovo giandujotto con cacao Venezuela. GB Mantelli ci ha fatto assaggiare prima il giandujotto di sinistra ed ho avuto un attimo di mancamento, immediatamente dopo ecco che mi porge il Venezuela. Mi chiede la differenza.

“Beh con il primo sono sbandata con questo rischio di non rimanere in piedi! Che nocciole e che equilibrio!”

Un po' di nocciola, un po' di cacao che giocano in bocca a rincorrersi, è pazzesco.

GB sorridendo mi riporta sulla terra ferma: “No, non sono più buone le nocciole di questo, sono le stesse e ti dirò di più, nel precedente c'è il 32% di nocciole, qui il 23%!”

 Come è possibile? Ve lo spiego subito anche se dovrebbe essere un po' un segreto…

 Si sente di più l'intensità della nocciola e del latte perché il cacao del Venezuela è noto per avere questo inconfondibile aroma di crema di latte et voilà, il gioco è fatto. Questa nota preponderante di crema di latte esalta il sapore e gli aromi della nocciola.

Buona degustazione!

 

Giulia Moscatelli